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Paolo Bastianello e la Great Divide #03 da Rawlins a El Paso

Ultimo mese di fatiche tra raggi rotti e passi montani




"Ti prego, pubblica questa foto, con la maglietta di Easy bike, di Simone Fort, a Budoia, che mi ha dato assistenza anche attraverso il telefono, durante il viaggio!" E già si immagina qualche problema alla bici, ma si sa, chi non viaggia non rompe nulla!


Agosto è un mese lungo da raccontare, intanto il 3 settembre Paolo è arrivato a destinazione! E oggi o domani torna inaspettatamente a casa!

La quasi metà del viaggio che ha compiuto nel mese di agosto, per lo più da solo, a tratti accompagnato da amici trovati sulla strada, lo ha visto cavalcare metri su metri di dislivello, tra passi altissimi con clima rigido e aree semidesertiche con temperature quasi infernali. Insomma di tutto un po’, tra una sofferenza e l’altra, che ben si sa… i cicloturisti si portano dietro a bocca chiusa!



“Sono arrivato a Steamboat ed è finalmente la prima ciclabile seria che vedo qua in America; molto carina, in mezzo agli alberi, in mezzo al verde, veramente molto carina. Adesso sono arrivato mi troverò un posto per dormire e un meccanico per bici, non ha grossi problemi ma è meglio verificare.” E nonostante le verifiche, prima o poi, quando le strade saltano, i raggi si rompono… ma non anticipiamo le tappe! Dopo Steamboat prosegue tutto tranquillo: “questa notte ho dormito in questo rifugio molto carino, adesso mi dirigo verso Colombine. Ecco qua come cambia il paesaggio: dove c’è acqua c’è vita infatti ecco alberi, erba verde, stupendo! Già questo mi conforta perché dovrò fare meno scorte di acqua.” Sono proprio le scorte d’acqua per le tappe lunghe in mezzo al nulla a gravare sul groppone della bicicletta e rendere più difficile la spinta al ciclista, ma cibo e acqua sono indispensabili, in particolare dopo le pedalate impegnative, su e giù per le montagne.


A corto d’acqua si mettono in atto tutte le strategie, utili a recuperarne: “Pensa che ieri Francesca avevo poca acqua e ho fermato una macchina, per chiedere all’autista se aveva acqua, mi ha detto che aveva solo ghiaccio… - va bene - gli ho detto. Qui ne vendono a tonnellate nei supermercati. Rovistando in mezzo al ghiaccio gli è venuta fuori una birra … deve aver visto la mia faccia … così mi ha detto - tieni anche la birra! Così la sera mi sono bevuto la birretta fresca! Tante volte … ma si fermano se c’è bisogno, soprattutto in zone desertiche dove di acqua non ce n’è. Adesso non dovrei avere problemi con l’acqua in Colorado, però sei sempre un po’… l’acqua pesa, anche il cibo, sono le cose che pesano di più. Ora sono ridotto all’osso in quanto a bagagli, perché ho spedito a casa un sacco di roba, però cibo e acqua sono quello che pesa di più.” Di passo in passo la strada continua inesorabile verso sud: “adesso inizia la strada sterrata che porta al passo della Lince, circa 3000 metri. Molto bella, paesaggisticamente perfetta, verde e come ho già detto è confortante! C’è il ruscello qua vicino, così se dovessi aver bisogno di acqua ce n’è!”



Dal campeggio Camp Ground del Lynx Pass, Paolo prosegue verso Kremmling: “sono appena partito dal campeggio del passo della Lince – racconta - e sto andando giù, oggi saranno solo 50 km perché potrei farne di più, ma rischio di non trovare nulla per dormire, così preferisco fermarmi prima e poi fare una tirata più lunga da 80 dopo.” Kremmling è una cittadina del Colorado, più piccola di Budoia, ma con un utilissimo ufficio postale: “oggi mi fermo, perché ho deciso ulteriormente di alleggerirmi: adesso in Colorado arriverò anche a fare 1500 metri di dislivello in una tappa e diventa pesante con il carico. Qua c’è un ufficio postale e manderò tutto a casa. Per il resto giornate stupende, tutto bene.” Prima dei passi più alti un tratto tranquillo, una bella ciclabile che porterà Silverthorne, Frisco e Breckenridge, tre cittadine quasi attaccate. Ma presto arriva il 7 agosto: la gornata del Boreas pass, a 3500 metri, tanto che il giorno dopo, nonostante la notte nel campeggio appena sotto il passo: “mi sono svegliato con 4 gradi. A 3200 di quota si può pensare. Sono appena uscito dal campeggio di Selkirk e mi dirigerò verso Hartsel, perché c’è anche una località che si chiama Como, ma nella cartina c’è scritto no service.” Tra situazioni previste e impreviste la discesa verso il New Mexico continua, il giorno dopo arriva a Jefferson, il 9 a Hartsel, poi a Salida. “Sono costretto a proseguire, perché non c'era posto per due notti. Avevo trovato un altro Lodge, ma troppo caro. Quindi si parte. Ciao a tutti!” Tra strade sterrate e piste ciclabili, asfalto, poco, e veri e propri sentieri, si incontrano città o piccoli punti di rifornimento. E pian piano agosto passa e con lui il Colorado, che si avvicina al confine: “sulla strada che porta a Del Norte mi sono imbattuto in questo sentiero molto bello solitario, ho fatto una bella scorta di acqua e adesso vado in città. Ma questo è il giro di oggi, ieri è stato proprio un disastro: solo pioggia e freddo! Ora sono qui a Del Norte, mi sono fermato una notte e mi fermerò un’altra notte. Un paio di lodge erano carissimi, quello che mi faceva di meno faceva 155 dollari per notte senza la colazione, quindi sono andato in campeggio, 30 dollari al giorno, ma campeggio stupendo. Domani si parte per l’Indiana pass, che è il passo più alto di tutto il giro a 3600 metri. Adesso vedo se riesco a prenotare un lodge dopo il passo, che mi sono accorto dalla cartina che ci sono dei lodge che si possono prenotare.


Sono abbastanza a buon punto, l’Indiana pass è il punto più alto di tutto il viaggio, però già parti da 2400 2500 metri. Poi qui le salite sono molto tranquille. Il tempo non è proprio il massimo, ieri sera ha piovuto, oggi minaccia un po’ ma sembra tenere. Ho provato a prenotare delle cabine per dormire, ma sono tutte occupate e poi non c’è acqua, quindi mi dovrò portare dietro anche acqua per campeggiare, spero un po’ più giù del passo, verso i 3000 metri.” E così si parte ancora, 1211 metri di dislivello, fino a 3638 metri di quota. Un hamburger e via, verso un campeggio, se così si può chiamare: un tavolino e poco più. E si fanno incontri, più o meno duraturi, che accompagnano per un po’ il viaggio: “ho incontrato 3 ciclisti, 2 americani e un canadese e abbiamo fatto un pezzo di strada insieme.” Ma ecco che arriva il primo piccolo incidente: “ho rotto anche un raggio ma tutto bene. Sistemato con la collaborazione di Simone Fort da remoto.” Dall’altro capo del mondo, sorpreso nelle sue magnifiche vacanze in Carnia, dove le salite non si fanno mancare, l’aggiusta bici di Budoia si fa prendere dall’ansia, ma conduce Paolo tra cerchi e ferri, fino a fargli aggiustare il primo raggio. “Ma è una ruota che tiene fino a 180 kg” spiega Simone tra l’incredulo e il preoccupato, ma dall’altro capo del telefono, tra un messaggio vocale e l’altro, riesce a immaginare gli errori, per guidare il nostro sulla retta via. Con il primo raggio rotto aggiustato… si vola verso … il secondo raggio rotto… accidenti! “Mi era venuta l’ansia – sorride Simone da Easy Bike – ogni messaggio che arrivava temevo che fosse Paolo con qualcosa di rotto”. Ma il secondo è arrivato vicino a Santa Fe, che con il suo negozio di bici Broken Spoke, raggio rotto appunto, fosse solo una coincidenza, riesce a sistemare l’ulteriore danno. E il viaggio procede, Grenz dove ha piovuto tutta la notte, tanto da far decidere di ritardare di un giorno la partenza: “mi toccherebbe partire con la tenda tutta bomba, mi sembra di essere tornato indietro di un anno in Norvegia. Vedo se partire più tardi, aspetto un altro po’ vediamo. Si sta rimettendo bene il tempo ma ho deciso di fermarmi un’altra notte.


Mi mancano 10 giorni circa, mi mancano 600 km, vado tranquillo, il permesso di soggiorno mi scade tra un mese, quindi ho tutto il tempo.” Prima di PieTown Paolo ritrova i tre ciclisti della settimana prima: “ieri sera ci siamo ritrovati con i ciclisti di una settimana fa, adesso ripartiamo insieme per Pie Town, loro sono arrivati 2 ore dopo e hanno preso la pioggia e si sono infangati moltissimo, io sono arrivato prima e ho montato la tenda prima della pioggia.” Tra gli incontri anche giovani famiglie: un papà con il bambino di 18 mesi, con la mamma, tutti in bicicletta, per quelle strade incredibili… “roba da record” commenta Paolo! E … altro raggio rotto, purtroppo! Da Pie Town si parte con direzione Silver City: “ci vorranno 3 giorni per arrivare, non ci sono posti dove si può fare rifornimento, solo qualche ruscello per bere e cucinare ma bisogna portarsi dietro il mangiare, ho la bici carichissima.” E così anche agosto se n’è andato sotto il sole del New Mexico, finalmente trovato: “e il 2 settembre 2023 siamo arrivati a Antelope Wells! Siamo arrivati assieme, così abbiamo pedalato gli ultimi 2 giorni. Adesso c’è la macchina che ci porta a El Paso, ci risparmiano l’ultima fatica! Finalmente siamo arrivati a El Paso, a destinazione.”


Ecco un altro bilancio di un altro bel viaggio portato a casa: l’incontro con 3 nuovi amici, una deviazione obbligatoria, per arrivare a Silver City a trovare un meccanico che ha bilanciato bene la ruota, tantissimo caldo, fino a 43 gradi, tanto da comprare una maglietta con le maniche lunghe, la rottura di 3 raggi, in Colorado, a causa delle tantissime salite e altrettante discese; problemi di approvvigionamento di acqua: 8 litri di acqua sono 8 kg in più, perché ne serve anche per cucinare… “Qui c’è pochissima acqua, qualche laghetto, con acqua che abbiamo filtrato, ma usata per cucinare non per bere. Per il resto tutto a posto, questi ragazzi sono veramente simpatici, dopo un mese da solo, la compagnia ci vuole! Insieme risolvi meglio certi problemi, confrontandoti. Arrivati, il ragazzo americano ha chiamato lo shuttle bus, il giorno prima ha chiamato, preso l’appuntamento, così il giorno dopo è arrivato dopo mezzora; un bus che in realtà è una macchina, con il carrello per le bici. 100 dollari a testa ci ha portati a El Paso. Tra le cose simpatiche che ho incontrato, due ciclisti che trasportavano un cane, era il terzo anno che percorrevano la Great Divide, ogni anno un pezzo e la concluderanno in 4 anni nel 2024.”


Tra un lasciapassare e l’altro il primo visto è in scadenza in questi giorni, non è stato sufficiente espatriare in Messico per poter rientrare negli States e proseguire il viaggio verso la Florida, entro metà ottobre, così l’anticipo di un mese e Paolo è in arrivo prima della fine del racconto… o assieme a questa! E sarà una nuova festa, per il paesino che lo accoglierà nuovamente a casa.


























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