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Cicloviaggetto tra Friuli e Slovenia

Aggiornamento: 7 ago

Pordenone - Marano - Gorizia - Cividale - Aviano

Doveva concludersi in origine qui a Pinzano, dove il gruppo avrebbe preso il bus con trasporto bici, attivato però solo la settimana dopo. Per spezzare la lunga tappa pedemontana, raggiungere Maniago e da lì scendere a Pordenone. Qui una sfortunata caduta da fermi ha spezzato il gruppo, parzialmente riunito a Maniago, per un rientro in compagnia fino ad Aviano e poi... ognuno a casa sua!

Prima tappa da Pordenone a Marano, FVG4, San Vito e poi lungo la riva destra del Tagliamento, da Carbona fino a San Michele. A Latisana sosta ristoratrice, prima di tuffarsi nel caldo torrido della campagna friulana; pausa pranzo nel bosco di Muzzana, un bosco planiziale che è area SIC e resto della Silva lupanica, la grande foresta che ricopriva un tempo la pianura tra Isonzo e Livenza. A Marano era la notte di San Giovanni, ventosa, con riti propiziatori ed erbe caccia streghe.



Da Marano partenza di buon mattino, per lasciarsi davanti il caldo, ma Gorizia, maledetta, arriva solo nella prima serata, dopo una tappa lunga sullo sterrato della ciclabile dell'Isonzo, poco tracciata e per nulla accogliente. Finita la sofferenza del sentiero impervio, poche barrette energetiche hanno rinfrancato il gruppo, rimasto a bocca asciutta per la chiusura imprevista del chiosco al parco dell'Isonzo, a causa di un furto notturno. È Matilde, ciclo bibliotecaria di Gradisca, a salvare il gruppo in arrivo a Sagrado e a condurlo alla sosta rigenerante in piazza al suo paese e poi, correndo con l'Isonzo vicino, fino a Gorizia. Il castello e il panorama dall'alto, la città di notte, le improbabili portate della famosa trattoria da Gianni... Gorizia è subito benedetta!



È ancora Matilde protagonista della tappa più impegnativa, la terza. Da Gorizia a Cividale è una linea retta, veloce, tra Collio e Colli orientali, la patria del vino tra Friuli e Bisiacaria. Ma no, la vicina Slovenia è più verde e in fondo un ciclo viaggio è sempre una rincorsa tra fiumi, dal Noncello al Fiume, fino al Tagliamento e poi, finalmente, l'Isonzo, che accompagna dalla foce fino a Caporetto, giocando qua e là a nascondersi tra i sassi bianchi che abbagliano, sotto il sole per niente timido di questo inizio estate. Si preparano a diventare città euopee della cultura, le due sorelle tagliate da un confine nel mezzo. Poi si sale, lenti, lungo la valle della Soča, l'Isonzo d'oltre confine. Il ponte di Solkan, i sali scendi, la ciclabile, i paesini, Kanal, poi la statale, una decina di chilometri filati per non intralciare il traffico, che regalano una catena uscita e una gomma a terra prontamente riparata dal grande meccanico.



Matilde, instancabile, saluta a pochi chilometri da Cividale, mentre il gruppo rallenta, si perde e si riprende e finalmente si riunisce in città, per rimessare le bici in albergo e poi alla cena. La città longobarda è fresca di un vernissage di una mostra, di notte i muri riflettono di proiezioni, il centro vivace lascia spazio alla tranquillità dei vicoli che scendono verso il fiume, la Nadiza, il Natisone. Il suo fiume, nato vicino al corso della Soča, di cui ha il destino comune di fare da confine tra i due stati; il Natisone scende a Cividale e ancora in giù sul Torre e infine si ricongiunge con l'Isonzo, nel gioco dei fiumi che accompagna il viaggio lento.



L'ultima è la tappa del rientro, tra sterrati e strade secondarie, lungo l'alta pianura friulana. Abbandonando la lunga pedemontana, che avrebbe stancato una tappa comunque ricca. Tra FVG3, ciclabili locali, percorsi di paese e finalmente la FVG1, nel suo tratto collinare. Si attraversa il Tagliamento nella sua discesa ancora montana, si ritrova a tratti la FVG3 in prossimità di Forgaria, dove la sosta nel caldo insistente alla Birreria Garlatti Costa rinfranca il gruppo. Manca poco alla nuova pausa, qualche salita, poco sterrato e il SOS Bici di Pinzano è lì, appena dopo la curva. Mancava proprio il caffè che aspetta... al bar della Società Operaia. Pronti per partire, poi dritti: Borgo Ampiano, Sequals, Colle, Campagna, Maniago ed ecco, ancora FVG3 fino ad Aviano, da qui ... fine della gita.








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