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  • frangiacorta

Agostino e flavio verso la capitale: Pordenone - Roma #06

Aggiornamento: 15 ott

Ultimo sforzo ... per arrivare a Roma (arrivati sul far della notte)


"...e noi... arriveremo a Roma..." e finalmente sono arrivati, nel cuore della notte, o quasi, giusto in tempo per non essere chiusi fuori dal check-in del B&B a San Giovanni. Sarà stata la visita al magnifico palazzo Farnese di Caprarola e la conseguente partenza ritardata, o il dolce su e giù dei colli, che alla lunga stanca e rallenta la via, fatto sta che la capitale è sembrata più lontana che mai e mentre chi scrive li pensava comodamente seduti a gustare supplì, i nostri erano alle prese con il traffico romano in notturna, che per chi è abituato al massimo a Pordenone non è proprio la cosa più fluida: "ma poi ci siamo abituati alla romana e siamo arrivati". La partenza a Caprarola: "dopo aver visitato palazzo Farnese, posto sulla sommità della città, ha stanze affrescate e un parco magnifico, abbiamo ritardato, ma siamo stati proprio contenti della visita".




Stradine secondarie e viottoli hanno accompagnato diretti a Civita Castellana: "un borgo medievale di origine etrusca, anche questo come gli altri posto sulla sommità di un colle tufaceo, che domina la pianura. Proseguendo abbiamo raggiunto la cittadina di Nepi, famosa per le sue acque, dove all’ingresso c'è un grande acquedotto settecentesco, tutt'ora in funzione. Un'altra bella cittadina, posta sulla sommità di un colle."


E tra sali e scendi e ancora sali, i tempi si dilatano, così la decisione di prendere la Cassia, statale quanto mai trafficata alle porte di Roma, pensando di recuperare un po' di tempo. Ma tra il tempo e la vita, la seconda è anche più preziosa e la Cassia viene abbandonata alle porte di Campagnano Romano. "Tutto il territorio a nord di Roma è da boschi di querce, è estremamente vario, con rupi e forre, che ricordano quadri di paesaggisti nordici del 5-600".



Tra boschi e campi è stato un varco in una recinzione a condurre in una carrareccia e infine alla ciclabile lungo il Tevere. Da lì l'ingresso in città è scivolato via veloce, ponte Milvio e poi la scelta di salire in città a Castel Sant'Angelo. Purtroppo niente scivoli, così bici in spalla fino a sopra. Si ammira, si sospira, si guarda... senza far caso all'orologio, che corre veloce verso sera, così si arriva a Porta Pia.



Ormai è quasi sera e i due ciclisti corrono ancora verso San Giovanni, alla ricerca dell'alloggio, nella prima nottata romana, con la meta finalmente conquistata.














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