I ciclisti: in città ciclabili di emergenza per le due ruote

«Ripartire con il piede giusto». Da Abicitudine e dalla Fiab Fvg un appello per la mobilità urbana sostenibile, rivolto al governatore Fedriga e al sindaco e al vicesindaco di Udine. La preoccupazione, espressa dagli amanti della bicicletta, è legata al fatto che dal 4 maggio, con i paletti imposti al trasporto pubblico (che limiteranno la capienza dei mezzi pubblici), è che «molti eviteranno il tpl e faranno ricorso all’auto privata, con un aumento insostenibile del traffico urbano e periurbano. Ciò andrà ad impattare in una situazione già fortemente compromessa». Visto che la stessa ministra ha sostenuto la necessità di incentivare l’acquisto di bici e monopattini, Abicitudine sollecita il Comune ad adottare «in tempi brevi di un vero e proprio Piano per la mobilità urbana post-covid». E fa le sue proposte: campagne informative mirate, ampliamento degli spazi pedonali per far sì che la gente scelga di andare a piedi per spostamenti sotto i 2-3 chilometri, realizzazione di una rete ciclabile di emergenza con corsie dedicate alle bici «con una semplice segnaletica orizzontale sui principali assi di scorrimento di Udine», potenziamento del servizio di bike sharing con e-bike, riapertura delle officine per la manutenzione delle due ruote, incentivi all’acquisto di bici e monopattini, elaborazione di un piano per favorire l’utilizzo di cargobike per chi fa consegne a domicilio. Il Coordinamento Fiab Fvg ha inviato a Fedriga un documento che contiene alcune proposte concrete sulla mobilità post-Coronavirus, auspicando che «la giunta regionale adotti una politica di forte diffusione della ciclabilità nel nostro territorio sia per il cicloturismo che per l’uso quotidiano».
Il Gazzettino